Embargo alla Russia: 60 milioni di euro in meno al Piemonte

Scritto da redazione RBE il . Postato in economia, Notizie Evangeliche, Russia, Steadycam, unione europea

Le sanzioni economiche che l’Unione Europea ha imposto alla Russia hanno portato alla ritorsione di Putin e al boicottaggio dei prodotti europei. In un anno, questa “guerra fredda” ha creato 100 miliardi di euro di danni e mancati introiti ai paesi dell’Ue. Lo ha rivelato oggi un’inchiesta di Lena, la Leading European Newspaper Alliance, che prefigura la perdita di due milioni di posti di lavoro se la situazione non si inverte. Qualche giorno prima Coldiretti Piemonte aveva anticipato l’allarme: Il Piemonte in un anno di embargo ci ha rimesso 60 milioni di euro, solo per i prodotti agroalimentari.

Sono crollate del 24,9 per cento le esportazioni di prodotti italiani in Russia. Il taglio sale al 48,2% per i prodotti agroalimentari che sono direttamente colpiti dall’embargo, rivela Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nel primo quadrimestre del 2015, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Per il Piemonte gli effetti del provvedimento imposto da Putin sono ingenti. Ad essere colpito è soprattutto il settore ortofrutticolo, ma ne risentono anche quello delle patate e zootecnico. La preoccupazione nasce anche per il settore delle carni e dei prosciutti Dop Parma e San Daniele, i cui circuiti sono alimentati con oltre 1.500.000 cosce di suini allevati in Piemonte.

Ascolta l’intervista con Delia Revelli, presidente Coldiretti Piemonte

 

«Il 60 per cento dei 2 milioni di quintali di frutta prodotti in Piemonte è destinato all’estero, di cui il 40 per cento alla Russia. Con l’embargo, la perdita per le nostre aziende frutticole è gravissima. Il comparto agroalimentare registra già un danno di 60 milioni di Euro», afferma Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte. «Oltre ai danni economici diretti, questa situazione sta producendo anche uno sconvolgimento degli equilibri di mercato. Le produzioni ortofrutticole, infatti, degli altri paesi europei, respinte dalla Russia, vengono riversate sul nostro mercato italiano, facendo calare vertiginosamente i prezzi. Infine, Il blocco delle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi italiani sta provocando in Russia un boom di prodotti taroccati»

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