Grazia – L’azione di Dio

Scritto da Rosario Confessore il . Postato in Attualità, Consacrazioni, sinodo

Da Riforma n. 30 – 2 agosto 2013

Sono nato a Napoli nel 1963 da una famiglia cattolica non praticante e ancora molto giovane (16 anni) ho incontrato il Signore a seguito di una profonda crisi spirituale della mia famiglia. La mia ricerca di Dio è stata mossa da una necessità esistenziale, dal bisogno di trovare un aiuto nelle difficoltà che sentivo schiaccianti. Ricordo che pregavo Dio dicendogli: «Se davvero ci sei, allora dammi un segno della tua esistenza». E così, attraverso svariate circostanze, mi sono trovato nella Chiesa apostolica in Italia, dove ho vissuto un cristianesimo fondamentalista e carismatico, dalla fortissima impronta etica, orientato al distacco dal mondo ed alla santificazione. Ancora oggi questa esperienza, che ho superato o riconsiderato sotto più aspetti, conferisce l’impronta alla spiritualità con cui mi accosto alla Scrittura e vivo la fede, cercando di riconoscere la voce di Dio che sento vivo e bello, capace di coinvolgere non solo il mio intelletto ma di affascinare e toccare il mio intero essere, i miei sentimenti e desideri. Colui che oggi voglio servire con amore riconoscente è il Padre di Gesù Cristo, l’Iddio umile, generoso e misericordioso oltre misura che si è fatto povero affinché noi potessimo diventare ricchi. Per amore nostro Egli si è fatto umano, “diverso da se stesso” ed è pronto ancora a “sconfinare” per venirci incontro con bontà. Egli vuole prender parte alla nostra esistenza, vuole aiutarci a vivere e a scoprire la nostra più schietta umanità. Il Padre di Gesù è per me un Dio umano, cordiale, gentile e delicato che cerca l’amore delle proprie creature, e che rimane tuttavia l’Iddio santo che abita una luce inaccessibile, il Signore geloso del proprio nome che vuole regnare sui di noi! Non per imporsi e schiacciarci, ma per liberarci e trasformarci in nuove creature, vive, ricche e realizzate, inserite in questo mondo con gioia e spirito di servizio.

La prima volta che ho sentito parlare di questo Dio è stato quando ho letto I Tempi di Dio di Vittorio Subilia. È stato questo il mio primo approccio alla teologia protestante e il mio iniziale contatto con la Chiesa valdese. Da allora ha preso avvio una conversione che mi ha condotto ad abbandonare non solo la Chiesa apostolica ma un modo di percepire e vivere il rapporto con Dio. Con il tempo mi sono convinto che l’impronta di Dio si svela nell’amore e nella misericordia piuttosto che in una severa disciplina di obbedienza a dei principi morali. Anzi, chi ambisce a unirsi a Dio attraverso l’integrità della propria condotta finisce per ritrovarsi con un cuore indurito, incapace di un sano contatto con se stesso e insensibile verso l’indigenza dei propri simili, non potendo incarnare quell’umanità accogliente e benevola che rappresenta la più pregnante testimonianza che Gesù ci ha dato di Dio. Nella Chiesa valdese (che frequento dal 1987), il Signore mi ha dunque liberato da un cristianesimo introverso e spiritualmente dannoso che mi impediva di crescere come persona, di trovare pace e maturare le mie capacità, nel sentimento di una salda fiducia nella Grazia di Dio. Dopo svariarte esperienze di fede, riconoscente a Dio e desideroso di condividere e mettere a frutto nella mia chiesa i talenti che Dio mi ha donato, esprimo il desiderio di essere consacrato e accolto al ruolo pastorale nella Chiesa valdese. In ciò sento di rispondere alla vocazione con cui Dio mi spinge all’ascolto della sua Parola, alla testimonianza della fede e all’impegno al servizio del prossimo. Spero con il suo aiuto di poter esser di sostegno e di ispirazione a quanti e quante avrò modo di incontrare sulla strada dell’accoglienza fraterna, in maniera che il Nome di Dio sia glorificato, venga il suo regno e le persone possano realizzarsi con più umanità e felicità.

Rosario Confessore

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