Nel Comitato Centrale eletta la valdese Valeria Fornerone – Assemblea CEC

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Busan, Corea (NEV), 6 novembre 2013 - La X Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) attualmente in corso a Busan (Corea del Sud) ha oggi eletto la valdese Valeria Fornerone nel Comitato centrale - il “parlamentino” del CEC - che costituisce la massima autorità dell'organismo ecumenico mondiale tra un'assemblea e l’altra. Fornerone, giovane laica originaria delle "Valli valdesi" del Piemonte, è membro del Comitato generale della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).Composto da 150 rappresentanti di chiese provenienti da tutti i continenti, il Comitato centrale è stato eletto dai delegati delle 345 chiese membro del CEC. Siedono in questo organismo 26 rappresentanti dall'Africa, 25 dall'Asia, 28 dall'Europa, 3 dai Caraibi, 5 dall'America Latina, 1 dal Medio Oriente, 19 dal Nord America, 5 dall'Oceania. Per motivo di equilibrio tra le varie confessioni, a questi si aggiungono 38 ortodossi. Nell’insieme, gli uomini sono 92, le donne 58; 48 i laici/laiche; 102 gli ordinati/e; 19 i/le giovani; 7 gli indigeni/e; 3 le persone diversamente abili. Il nuovo Comitato centrale la prossima settimana eleggerà al suo interno il Comitato esecutivo composto da 25 membri, nonché un moderatore e due vicemoderatori. Gli otto presidenti del CEC, anch'essi provenienti ognuno da una macro regione del mondo, sono stati eletti due giorni fa e sono, secondo statuto, parte integrante del Comitato centrale. Il loro ruolo consiste nel promuovere l'ecumenismo nelle proprie regioni e farsi portatori del lavoro portato avanti dal CEC.“Dio della vita, guidaci alla pace e alla giustizia”: questo il motto dell'Assemblea, apertasi lo scorso 30 ottobre nella seconda città coreana per numero di abitanti. Per la rubrica televisiva "Protestantesimo-Raidue" a seguire i lavori a Busan c'è Gianna Urizio che così riferisce: "La ricerca di giustizia e pace, le due parole chiave presenti nel motto dell'Assemblea, sono sviluppate nella concretezza delle situazioni di crisi nel mondo: dalla Siria all’Egitto, ma anche qui in Corea. Ed è chiaro che la giustizia è la condizione per vivere in pace. A questo tema è stata dedicata una 'conversazione ecumenica' dove sono state presentate analisi, speranze e difficoltà. Insomma emerge con maggiore chiarezza che i cristiani che nel mondo lavorano a livello ecumenico si misurano con i problemi sociali, politici e di giustizia dei loro paesi e che dall'incontro con altre esperienze traggono idee, esperienze e possibili soluzioni".L'assemblea, che si conclude l'8 novembre, nei due giorni rimanenti passerà all'approvazione dei numerosi documenti discussi nel corso dei lavori assembleari, sia in plenaria che in gruppi, e ora limati e rivisitati dalle varie commissioni tematiche di lavoro.

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