Cristiani (e non solo) in ricerca a Camaldoli

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David Trangoni

David Trangoni

Qui di seguito proponiamo un interessante articolo di David Trangoni per Riforma in occasione del convegno ecumenico “Cristiani in ricerca” a Camaldoli.

“Da venerdì 26 a domenica 28 agosto, presso il monastero benedettino di Camaldoli, si è tenuta la settima edizione del convegno ecumenico Cristiani in ricerca, organizzato dalla Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) e dal Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic). Grazie all’ospitalità dei monaci e alla preparazione del comitato organizzatore, questa iniziativa predispone annualmente uno spazio amichevole di dialogo e di scambio tra giovani cristiane e cristiani, in un contesto interreligioso.

Il tema di quest’anno è stato «Perdono: una logica alternativa», argomento che rima- ne di stringente attualità, soprattutto se si pensa alle complesse relazioni tra le tre gran- di religioni monoteiste, ma anche considerando le separazioni interne al cristianesimo. Il convegno ha messo in luce questo concetto secondo diversi livelli e diverse prospettive: esegesi, teologia, filosofia, analisi storica e giurisprudenza. Oggetto di approfondimento sono stati in modo particolare le occorrenze bibliche dell’atto di misericordia, la connessione tra pentimento e giustificazione, i molteplici risvolti del rapporto tra giustizia e perdono, le prospettive della giustizia riparativa, le condizioni del perdono e i delicati equilibri tra vittima e reo.

Cuore dei lavori si è rivelato essere l’intervento di Agnese Moro, figlia dello statista Aldo Moro, la cui potente testimonianza di riconciliazione avuta con alcuni tra gli assassini del padre ha ispirato i partecipanti e le partecipanti nella riflessione circa la difficoltà e la portata liberatoria della scelta di incontrare il proprio carnefice, mettendo così fine a una spirale d’odio.

A conclusione si è tenuta una tavola rotonda interreligiosa, che ha messo a confronto quattro giovani studiosi (musulmano, copto, ebreo ed evangelico) sul significato del perdo- no nella loro fede e nel dialogo con le altre confessioni. La voce evangelica è stata quella di Simone De Giuseppe, vice-segretario della Fgei e studente alla Facoltà valdese di Teologia. Dopo aver parlato di Lutero e del perdono come parola di libertà, Simone ha contribuito ad animare il dibattito portando come esempio di perdono, visto come percorso nella prassi delle relazioni umane all’interno della logica della grazia, la nota lettera inviata dal Sinodo 2015 a Papa Francesco.

Il risultato principale del convegno è stato la dimostrazione che, da qualsiasi punto si guardi la questione, il perdono rimane il gesto alternativo, non «a buon mercato», che spezza la catena del dolore e ci recupera nella nostra umanità.”

David Trangoni (tratto dal numero 40 di Riforma del 21 ottobre 2016)

Per la redazione web: Matteo Mancini

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