Otto per mille valdese 2015

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Bisogni, aspirazioni, desideri.

Nuova campagna per l’Otto per mille alla Chiesa valdese.

I bisogni di un anziano, i desideri di una donna incinta e le aspirazioni di un bambino sono le immagini della campagna per l’Otto per mille alle chiese valdesi e metodiste che parte in questi giorni.  Il Moderatore Bernardini: “Le persone al centro, con le loro storie, i loro diritti, i loro sogni”.

Un anziano che non vuole sentirsi escluso, una donna incinta che chiede di poter essere se stessa mantenendo il suo lavoro e avendo a disposizione tempo per la famiglia, un bambino che potrebbe essere il figlio di un immigrato che da grande vuole fare il dottore ma per ora chiede di andare a scuola e di giocare: sono questi i “volti” della nuova campagna per l’Otto per mille alla Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) partita in questi giorni.

Nel 2014, percependo i fondi destinati nel 2011, alle chiese valdesi e metodiste erano stati riconosciuti circa 41 milioni di euro – 2,8 in più dell’anno precedente – determinati da un ammontare complessivo di firme che ha superato le 600.000 unità: “Un dato di assoluto rilievo, pari a trenta volte la consistenza numerica della nostra comunità di fede – commenta il moderatore della Tavola valdese, past. Eugenio Bernardini –  che esprime l’apprezzamento di un numero crescente di contribuenti per una gestione aperta, trasparente e laica delle somme ricevute. Sia in Italia che all’estero, la  maggior parte dei fondi viene infatti destinata a progetti realizzati  da associazioni esterne rispetto alle chiese e alle opere sociali valdesi e metodiste; le somme destinate a ciascun progetto, inoltre, vengono  rese pubbliche sia su alcune testate che sui siti web della chiesa (www.ottopermillevaldese.orgwww.chiesavaldese.org); nella selezione delle associazioni che possono beneficiare di un contributo, infine, non abbiamo alcuna preclusione confessionale ma sosteniamo progetti realizzati da enti cattolici, interreligiosi o laici”.

Ma come si spiega il fatto che un così alto numero di persone – non solo né valdesi né metodisti ma neanche evangelici e, secondo alcuni sondaggi, neanche credenti – firmi “per i valdesi”? “Riteniamo che il punto di forza della nostra gestione dell’Otto per mille – risponde Bernardini – sia il fatto che non destiniamo neanche un euro alle spese per il culto, la costruzione o la ristrutturazione di chiese, l’evangelizzazione, gli stipendi pastorali. E’ una scelta che i contribuenti hanno sempre apprezzato e che ci ha premiato negli anni”.

Nel 2015 i messaggi per l’Otto per mille a favore di valdesi e metodisti appariranno su 80 testate giornalistiche nazionali: circa 35 tra quotidiani e altri periodici a stampa, una decina di programmi radiofonici, decine di siti web, circa 20 programmi televisivi. Rispettando un preciso impegno assunto dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, i costi pubblicitari sono contenuti entro il 5% dei fondi ricevuti dallo Stato.

Quest’anno – prosegue il Moderatore della Tavola valdese – abbiamo dedicato la campagna ai bisogni, ai desideri e alle aspirazioni, a  uomini, donne e bambini che grazie a un progetto sociale, educativo o assistenziale riescono a migliorare le qualità della loro vita. Ciò che facciamo con la quota di Otto per mille che ci viene assegnata è semplicemente ‘restituire’ agli altri ciò che abbiamo ricevuto dai contribuenti, e cerchiamo di farlo nel modo più efficace possibile – prosegue Bernardini – sostenendo progetti che forse altri non finanzierebbero, e che hanno un effetto positivo sulla vita di uomini, donne e bambini; sui loro desideri e sui loro progetti ma anche sulla qualità della convivenza e della comunità in cui sono inseriti”.

La tua firma alle chiese valdesi e metodiste è un modo per esprimere condivisione e solidarietà, un gesto concreto per un’Italia più giusta e accogliente. l’8 X MILLE della Chiesa Valdese nel 2013 ha sostenuto 1000 progetti culturali e di solidarietà in Italia e nel mondo.

Non un euro è stato utilizzato per le spese di culto.

Spot audio in Mp3

L’8 per mille alla chiesa valdese e metodista

Nel 1993 le chiese valdesi e metodiste hanno deciso di avvalersi della legge e di accedere alla riscossione dell’8 per mille dell’IRPEF. Nel prendere questa decisione il sinodo ha fissato però due criteri guida. Ha stabilito anzitutto che la somma ottenuta non fosse utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei pastori e della attività della chiesa, ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale o culturale e che una quota fosse riservata per progetti nel Terzo mondo in collaborazione con organismi religiosi o laici. In secondo luogo ha stabilito che venissero accolti unicamente i contributi frutto di preferenze espresse dai contribuenti e no dalla ripartizione delle quote non espresse. Presso OPM Informa troverete notizie aggiornate sui progetti finanziati ed altro.

Un punto forte nella gestione della Tavola valdese dei fondi dell’8 per mille è senz’altro quello della assoluta trasparenza nell’utilizzo di questo denaro. Questo è un criterio che ci è riconosciuto e che ci riempie di soddisfazione, nonché di senso di responsabilità. Non smetteremo mai di sottolineare che neanche un centesimo di quei soldi sono investiti in spese che riguardano ‘il clero’. I fondi sono usati solo per fini sociali ed assistenziali, ma anche per combattere la fame nel mondo.

ORGANI COMPETENTI :
  • – IL SINODO DELLE CHIESE VALDESI E METODISTE definisce le politiche ed i criteri di gestione dell’OPM
  • – LA TAVOLA VALDESE è l’organo preposto alla decisione finale sulle assegnazioni dei fondi ai vari progetti
  • – La COMMISSIONE OPM è incaricata di analizzare tutti i progetti pervenuti e di formulare raccomandazioni alla Tavola
POLITICHE E CRITERI DI GESTIONE definite dal Sinodo

L’OPM non può essere utilizzato per finanziare le attività della chiesa , sia per pagare il compenso ai pastori ed ai diaconi , sia per costruire o mantenere locali di culto , sia per finanziare attività di evangelizzazione : tutte queste attività devono essere finanziate dalle contribuzioni dei membri di chiesa.

  • – I fondi devono essere assegnati a progetti sociali , assistenziali e culturali
  • – Una congrua porzione , valutata nel 30% , deve essere assegnata a progetti per “combattere la fame nel mondo “
  • – Le spese di pubblicità e di gestione dei fondi non devono superare il 5% dei fondi ottenuti per ogni anno

Link correlati:

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